COME SCEGLIERE UN TATUAGGIO: SUGGERIMENTI


I tatuaggi sono una tecnica di decorazione corporea, in cui tramite l’uso di una macchinetta si incide sulla pelle facendo ritardare la cicatrizzazione.

L’uso dei tatuaggi può essere molteplice, ad esempio c’è chi sceglie di tatuarsi oggetti della sua infanzia o di una sua passione come possono essere: un pallone da calcio per un amante del calcio, uno strumento musicale per un amante della musica; oppure c’è chi sceglie di tatuarsi simboli antichi di culture passate in cui si ritrova come: l’ideogramma cinese della forza, il simbolo della pace e moltissimi altri ancora.

Ma prima di entrare nello specifico discorso, è importante precisare che prima di effettuare la prenotazione nello studio del tatuatore, bisogna aver studiato bene cosa si vorrà sulla pelle e soprattutto come, poiché rimarrà inciso sulla pelle a vita; oltre la scelta del tatuaggio consiglio anche di effettuare una visita sul posto o di farsi consigliare un buon studio di tatuaggi, questa scelta è fondamentale in quanto anche la pulizia e l’igiene dello studio giocano la loro parte, e cosa di ugual peso la bravura del tatuatore in quanto, come ripetuto in precedenza avrai il tatuaggio tutta la vita.

Storia dei tatuaggi

 

I tatuaggi sono una pratica che antichissima che trova le sue origini da oltre 5000 anni!

Si dice che le primissime forme di tatuaggi siano stati rinvenuti sulle pitture funebri degli antichi egizi (2000 a.C.), che mostravano tatuaggi su delle danzatrici e sono stati rinvenuti anche su qualche mummia femminili.

La storia di Otzi

Otzi è una mummia rinvenuta nel 1991, sulle alpi Otzalet, viene rinvenuto completamente congelato e ottimamente conservato, a seguito di studi i medici hanno constatato che l’uomo sia “vissuto” circa 5300 anni. Questa mummia presenta sul corpo vari tatuaggi, creati con sfregamenti di carbone polverizzato con incisioni verticali sulla cute.  I raggi x e altri studi sul corpo, rilevano degenerazioni ossee in corrispondenza di questi tagli, si è ipotizzato che questi tatuaggi fossero usati a scopo terapeutico o per curare i dolori.

Anche la cultura celtica si rifaceva molto sui tatuaggi, le loro credenze divine animali e ne tracciavano un segno per identificarli e per devozione; secondo la credenza aiutavano il chi li aveva in battaglia.

Mentre i Romani, avevano un pensiero totalmente opposto ai celti, essi pensavano infatti nella purezza del corpo per cui le uniche persone che mostravano segni o tatuaggi erano i criminali o condannati; solo a seguito delle battaglie contro i britannici i romani iniziarono ad interessare ai segni che il nemico portava; ma dopo le crociate in europa la cultura dei tatuaggi è sparita.

Nel 1700, i marinai europei vennero a contatto con le popolazioni indigene, per la precisione nelle isole del sud e del centro pacifico, dove il tatuaggio aveva un importanza culturale, ad esempio le ragazze tahitiane gli venivano tatuate di nero le natiche, gli hawaiani si tatuavano tre punti sulla lingua quando erano sofferenti.

Nel 1769, James Cook tenne un diario in cui ciò che vide, in un suo viaggio vide la cultura maori ed i “moko” tatuaggi facciali personalizzati, i moko sono utilizzati anche oggi per identificare il portatore come membro di una certa famiglia oppure tutte le conquiste che ha ottenuto nella vita.

In Giappone i tatuaggi esistono già dal quinto secolo a.C., come scopo estetico ma anche a scopo magico e per rappresentare e riconoscere i criminali. I tatuaggi però nell’antico Giappone erano vietati per le persone di basso rango di vestire kimoni colorati, per cui la cultura dei tatuaggi nacque anche la ribellione di portare enormi tatuaggi.

Nel 1870 fu dichiarato illegale, ma il tatuaggio continuò a fiorire con l’aiuto anche della yakuza, la mafia giapponese, che adottò ben volentieri la tecnica del tatuaggio “fuorilegge”.

Stili e tipologie di tatuaggi

Gli stili dei tatuaggi sono davvero svariati, in quanto davvero ci si può tatuare di tutto sulla pelle, come detto all’inizio la gente tende a tutuarsi un ricordo o un simbolo di quel ricordo, ma molti anche simbologia di altre culture in cui si rivedono; e qui entrano in gioco gli stili con cui il tatuatore andrà a tatuare l’immagine che vogliamo sia rappresentata sul nostro corpo.

Lo stile di un tatuaggio varia anche al variare delle nostre scelte, ad esempio: se decidiamo di tatuarci un drago possiamo decidere di farlo in uno stile nordico, oppure con uno stile giapponese.

Iniziamo a vedere i maggiori stili e tipologie di tatuaggi, che possiamo usare per decidere che tipo di tatuaggio vogliamo avere:

Tipologie

Le tipologie con cui viene fatto un tatuaggio sono fondamentalmente tre:

Hennè: i tatuaggi ad hennè sono tatuaggi non permanenti fatti con realizzato con sostanze particolari applicati sulla cute.

Solare: consiste nell’applicazione di una sostanza di una foto, impermeabile sulla pelle, che dopo l’abbronzatura lascerà un segno bello chiaro.

Ago: la tipologia con cui si fanno i tatuaggi veri e propri, utilizzando un ago che attraverso l’inserimento di pigmenti sottocutanei crea l’immagine che abbiamo scelto.

Stili

Old School: lo stile Old School è uno stile che si ispira alla tradizione europea e americana con simboli come: rondini, rose, pugnali o rappresentazioni marittime. Questo stile si riconosce dall’utilizzo di tratti di linee nette e un uso massiccio del nero con colorazioni piatte.

New School: facile intuire che questo stile ripropone quello della old school ma esaltandone la colorazione, quasi all’esasperazione con l’utilizzo di colori molto vivaci

Tribale: questo stile fa riferimento, chiaramente, a quelli delle tribù indigene del centro e sud pacifico ma anche quelli della cultura norrena, lo stile tribale che riguarda le tribù indigene del pacifico è caratterizzato da queste particolarità: sono formati da linee che seguono la muscolatura del nostro corpo, queste linee sono tra loro molto intrecciate e disegni geometrici che rappresentano molti elementi della natura. Lo stile norreno è molto simile in quanto vengono utilizzate le stesse rappresentazioni di elementi, simboli e raffigurazioni storiche e mitologiche della cultura norrena.

Realistico: quelli realistici sono sicuramente quelli su cui la descrizione viene a meno in quanto vengono rappresentate figure reali come dipinti, volti o parti del corpo.

Lettering: il lettering sono lettere o singolarmente tatuate oppure che vanno ad unirsi ad un tatuaggio più grande.

Giapponese: lo stile giapponese è uno dei più ampi, in quanto tra le molteplici figure che possiamo tatuarci vediamo anche molti ideogrammi; i simboli che vengono rappresentati sono: dragoni, fiori di ciliegio, carpe, maschere demoniache, fiori di loto, divinità e molte altre.

Biomeccanico: lo stile biomeccanico è uno stile che rappresenta in modo realistico l’unione di un nostro organo o articolazione con parte meccaniche, ha avuto il suo periodo di gloria a durante gli anni 80 e inizio anni 90.

Apriamo una piccola parentesi su determinati tipi di tatuaggi, che hanno un determinato significato se tatuati in determinate zone del corpo, per ciò adesso parleremo del tatuaggio criminale: il tatuaggio criminale viene usato per identificare il ruolo o l’appartenenza ad una determinata associazione criminale; ma è anche vero che determinati simboli hanno un significato ben specifico collegato a crimini. In più nonostante si vedano sempre di più in giro ma secondo gli emendamenti giuridici, essendo che i tatuaggi modificano i tratti del loro corpo, infatti i tatuaggi sul volto sono illegali in quanto modificano i tratti che ci contraddistinguono.

Epidemiologia

L’ i.s.s. (Istituto Superiore di Sanità) nel 2015 ha pubblicato la prima indagine epidemiologica sui tatuaggi da questi dati è emerso che il 12,8% (quasi 7 milioni di persone) hanno un tatuaggio, mentre solo 0,5% hanno un tatuaggio per motivi medici.

Questi sono i dati che ci vengono forniti:

  • I primi tatuaggi vengono effettuati all’età di 25 anni, ma il maggior numero delle persone che si tatua ha dai 35 ai 45 anni ( circa il 30%), mentre sono 1.500.000 quelli che lo fanno tra i 25 e i 35 anni; mentre i minorenni sono il 7,7%;
  • Il 92,2% è soddisfatta del proprio tatuaggio e lo vuole tenere mentre il 17,2% non è contenta e vuole rimuoverlo, solamente il 4,3% ha già rimosso il tatuaggio;
  • Gli uomini hanno tatuaggi su braccia, spalle e gambe, le donne preferiscono la schiena, piedi e caviglie;
  • Un tatuato su quattro, circa il 25,1%, risiede al nord, il 30,7% ha una laurea 63,1% lavora;
  • Il 76,1% di chi ha un tatuaggio si è rivolto appositamente in uno studio di tatuaggi il 9,1% si è rivolto in un centro estetico, mentre la paurosa percentuale di persone che l’ha fatto fuori da uno studio specializzato è il 13,4%;
  • Il 22% di chi si è rivolto ad uno studio di tatuaggi, non ha preso visione ne tanto meno firmato il consenso di farsi il tatuaggio; il foglio che ti viene consegnato ti illustra tutte le possibili controindicazioni e i rischi che si hanno facendo un tatuaggio.
  • Il 3,3% di chi ha fatto un tatuaggio ha subito complicanze o reazioni: solo 12,1% si è rivolto ad un dermatologo, il 27,4% si p rivolto al tatuatore, mentre una grossissima percentuale il 51,3% non ha consultato nessuno.

Controindicazioni, malattie infettive e reazioni allergiche

CONTROINDICAZIONI:

  • malattie alla pelle;
  • lesione di nervi o altre zone di pelle tatuate;
  • allergie;
  • disturbi di coagulazione;
  • malattie che predispongono alle infezioni

Le controindicazioni sono disturbi che si possono avere, prima di fare un tatuaggio chiedete al tatuare un parere sulla vostra cute e poi scegliete se farlo.

MALATTIE INFETTIVE:

Un tatuaggio può avere complicanze legate a virus e batteri come l’epatite B e C, il tetano e l’AIDS. Il tatuaggio è una ferita da abrasione, ed esiste un concreto rischio d’infezione se non si cura a dovere e non si è molto igienici.

MI RACCOMANDO SE DOVETE FARE UN TATUAGGIO ANDATE IN UNO STUDIO QUALIFICATO E BEN FORNITO,  E CHIEDETE QUALSIASI DOMANDA VOI ABBIATE DA FARE.

REAZIONI ALLERGICHE

Le reazione allergiche si hanno se il tatuaggio contiene del colore e sono molto rare, ciò a cui si può andare incontro sono gonfiore e prurito (che di norma si ha anche dopo aver effettuato il tatuaggio); la peggior reazione che si può avere è lo shock anafilattico, è molto raro che succeda ma nelle persone con cute ipersensibile può capitare.

Se si hanno dubbi sulla sensibilità della propria cute è possibile effettuare un esame prima di tatuarsi.

Trattamento post tatuaggio

La cura del tatuaggio è una parte importantissima in quanto come detto prima si rischiano di avere complicanze molto spiacevoli, iniziamo dicendo che ogni tatuatore ha il proprio trattamento in quanto non tutti gli inchiostri sono uguali e di conseguenza cambia anche il trattamento.

Ma una linea guida di trattamento post tatuaggio, possiamo tracciarla: a tatuaggio finito viene applicato un bendaggio dal proprio tatuatore che va rimosso dopo circa 3 ore per pulirlo con sapone neutro (poiché i saponi normali potrebbero irritare la pelle), e di lasciarlo prendere aria; dopo di che la fasciatura viene effettuata solo i primi quatto  giorni e quando si va a letto, la crema da usare è la fissan o la bepanthenol, che sono pomate contro l’irritazione della cute, durante tutti i 15 giorni post tatuaggio, in questi 15 giorni è necessario che il tatuaggio non venga esposto ai raggi solari oppure che si vada in piscina o al mare perché si potrebbe rovinare.

Ricorda prima di effettuare un tatuaggio, sii sicuro di quello che vuoi sulla tua pelle anche perché il trattamento laser per eliminarlo è doloroso e soprattutto molto costoso, in più se non siete sicuri della vostra cute effettuate dei test.

 


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